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L'Angelo Custode di Tovo Faraldi
Sabato 19 dicembre è stata inaugurata nel Museo Diocesano d'Albenga la mostra "L'Angelo Custode di Tovo Faraldi e altri tesori d'arte recuperati nella Diocesi di Albenga-Imperia".
La mostra, che ha lo scopo di rendere noto l'impegno che l'Ufficio dei Beni Culturali da decenni profonde per la conservazione del patrimonio artistico della diocesi, prende l'avvio dal rientro, dopo un lungo e laborioso restauro, della preziosa scultura lignea di Tovo Faraldi, opera del primo Settecento dalla bottega d'arte genovese di Anton Maria Maragliano, lo scultore ligure più celebrato del suo tempo.
L'opera consta di un gruppo ligneo formato da tre pezzi: l'Angelo Custode che, sopraggiungendo in volo, porge la mano ad un bambino mentre col dito indice dell'altra mano gli indica il cielo, il bambino che a sua volta tende la sua mano verso l'Angelo e una corona a raggiera sospesa sopra il capo dell'Angelo.
L'esistenza di un'opera tanto preziosa nella chiesa di Sant'Antonio abate di Tovo Faraldi, una località rurale marginale, sicuramente non ricchissima, costituisce di per sè un fatto rilevante; ma lo è ancor di più se si considera che nella stessa chiesa esistono altri due manufatti realizzati nel laboratorio d'arte del Maragliano: si tratta dello splendido Crocifisso che ne sormonta l'altare maggiore e di una statua della Madonna del Carmine, conservata nell'omonima cappella laterale. Queste tre statue, come altri arredi e oggetti di pregio, furono acquistate dalla comunità faraldese per ornare degnamente la chiesa principale del paese, profondamente rimaneggiata nei decenni precedenti per adeguare l'antico edificio sacro ai più moderni canoni del barocco.
Il gruppo ligneo dell'Angelo Custode di Tovo Faraldi torna nella sua terra dopo un lungo e laborioso restauro, iniziato nel 2002 e protratto fino ai mesi scorsi, con una complessa serie di interventi necessari per recuperare all'originale splendore quel manufatto che versava in condizioni veramente fatiscenti. L'intera operazione è stata compiuta nei laboratori dell'Opificio delle Pietre Dure di Firenze, forse il più prestigioso istituto di restauro del mondo, nato dalla conversione dell'antica fabbrica fondata nel '600 all'attuale funzione di recupero delle opere d'arte.
Visto il grande successo della mostra, la statua dell'Angelo Custode del Maragliano rimarrà ancora per qualche tempo in esposizione nel Museo Diocesano di Arte Sacra di Albenga,
in attesa di essere ricollocato nella
chiesa parrocchiale di Sant'Antonio di
Tovo Faraldi.
Il gruppo ligneo dell'Angelo Custode ora è esposto nelle sale del Museo Diocesano di Albenga, insieme ad altre pregevoli opere della diocesi restaurate recentemente, nella mostra che sarà visibile fino al 23 gennaio prossimo.
L'apertura della mostra è stata preceduta da una conferenza tenuta lo stesso 19 dicembre nella Sala Conferenze della Curia con i interventi della Prof.ssa Fausta Franchini Guelfi dell'Università degli Studi di Genova e delle Dott.sse Maria Donata Mazzoni e Laura Speranza dell'Opificio delle Pietre Dure di Firenze, due curatrici del restauro.
La manifestazione prevede inoltre una seconda conferenza, che si terrà sabato 16 gennaio, alle ore 16,00 nello stesso luogo, per illustrare l'intervento di restauro eseguito su un'altra opera d'arte di pregio ospitata nella mostra. La conferenza avrà per titolo "Il restauro dell'Ecce Homo di Vessalico: cronaca e immagini di un capolavoro salvato"; interverrà la stessa restauratrice dell'opera, Anna Rosa Nicola del laboratorio Nicola di Aramengo, in provincia di Asti.
Le opere esposte nelle sale del Museo Diocesano in questa occasione, oltre alle statue già citate dell'Angelo Custode di Tovo Faraldi e dell'Ecce Homo di Vessalico, sono i dipinti della "Madonna del Rosario" di Pogli (Ortovero), probabile opera di Giovanni Andrea De' Ferrari (1598-1669), la "Madonna con Bambino" di Ranzo, della quale si proponre l'attribuzione a Giovanni Battista Merano (1632-1698), la "Crocefissione" di Ranzo, di Orazio De Ferrari (1606-1657), il "S.Antonio da Padova" di Lovegno (Pieve di Teco), di Giulio Benso (1592-1668) e "L'Immacolata Concezione" di Alassio, di Giovanni Battista Casoni 1610-1686).
L'organizazzione e l'allestimento della mostra sono dovute ancora una volta all'intraprendenza di Antonio Rolandi Ricci, che ne ha curato anche la redazione di un accuratissimo catalogo, comprendente apporti critici, schede del restauro e numerose illustrazioni.
L'orario di apertura della mostra è il seguente:
- dal Martedì al Giovedì ore 10-12 e 15-17
- Venerdì e Sabato ore 10-12,30 e 14,30-17
- Domenica ore 15-18
Per informazioni e prenotazioni: Tel. 0182.50288 interno 8 - cell. 347.8085811.