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8. Altre produzioni agrarie. La floricoltura

La Valle Steria

.....8. Altre produzioni agrarie. La floricoltura.

.....Se i riflessi argentei delle fronde degli ulivi, in continua variazione per l'azione brezza, costituiscono la caratteristica più evidente del panorama della valle, non si può non considerare che la realtà agraria anche oggi è alquanto variegata e presenta altre specificità di rilievo, non tanto per l'estensione delle coltivazioni, quanto piuttosto per l'ottima qualità dei prodotti. Si tratta di frutteti, agrumeti, colture ortive e floricole, localizzati prevalentemente nei piani di fondovalle e ai margini delle zone costiere urbanizzate, in taluni casi compresi nello stesso tessuto urbano, inframmezzati ai fabbricati, per uno sfruttamento ottimale del territorio che escluda la competizione con l'ulivo.
.....I frutteti e gli agrumeti non raggiungono estensioni apprezzabili; spesso anzi sono costituiti da filari disposti a coronamento delle colture ortive. Le specie coltivate in quantità apprezzabile sono il Limone, il Mandarino, il Pesco, l'Albicocco, il Kaki, il Pero e il Kiwi, una specie esotica introdotta recentemente che vi ha trovato un ambiente ideale. Vi si trovano con una certa frequenza anche esemplari isolati di Pompelmo, Mandorlo, Melograno, Fico, Ciliegio, Giuggiolo e Carrubo, residui di coltivazioni in taluni casi intense in passato; non vi sono più invece piante di Chinotto, un tempo coltivato intensamente nell'area immediatamente a valle del nucleo abitato originario di San Bartolomeo.
.....Un cenno in più la merita la Vite, la coltura più antica e per lungo tempo predominante nella Valle, se non altro per la qualità del prodotto finale; eminenti enologi in passato hanno elogiato il Vermentino e il Nostralino bianco prodotti dalle vigne della collina di Castellino, soprastante il vecchio borgo di San Bartolomeo, che costituiscono il migliore accompagnamento per le pietanze più tipiche della nostra terra. Gli altri vigneti, di estensione più limitata, sono distribuite nelle aree collinari, alle quote basse e con esposizione soleggiata.
.....Le colture ortive praticate nella Valle presentano caratteri molto diversificati, da quelle tradizionali, spesso disposte su terreni terrazzati, a quelle industriali, impiantate in terreni più consoni alle attrezzature e alle tecniche colturali moderne e in buona parte sotto serra. Le prime sono un retaggio del passato, ma conservano una valenza di presidio del territorio e salvaguardia ambientale non trascurabile; le seconde invece sono figlie di una svolta avviata nella seconda metà dell'Ottocento da agricoltori provenienti dal genovesato, che hanno trasferito qui le loro aziende e metodologie più aggiornate. Con loro l'orticoltura, prima rivolta essenzialmente a soddisfare il consumo locale, ha conosciuto un'espansione e una produttività tale da diventare una voce importante del bilancio agrario. Le specie coltivate da allora abbracciano un vasto arco: Legumi, Cavoli, Carciofi, Zucche, Patate, Carote, Asparagi, Finocchi, Lattughe, Pomodori e produzioni minori di contorno, come le piante aromatiche.
.....La floricoltura locale ha avuto un'origine e un'evoluzione pressoché uguali. Contrariamente a quanto verificatosi più a Ponente, qui essa non ha rubato terreno all'olivicoltura, ma piuttosto agli orti. Quando è stata importata dalla vicina Costa Azzurra, a cavallo dell'ultima guerra, esisteva già una limitata produzione di fiori. Ma l'ascesa vertiginosa della richiesta, che il sud della Francia non riusciva a soddisfare nonostante la sua notevole specializzazione, ha comportato una rapida estensione delle colture e un mutamento radicale del settore floricolo. Sono sorte allora le prime coltivazioni industriali di Garofani, Crisantemi e Rose, tutte in pien'aria; lo spazio libero restante e i terreni di recupero o troppo acclivi sono stati sfruttati per le coltivazioni di Margherite, Ginestre ornamentali, Mimosa e in tempi più recenti d'Eucaliptus da mazzeria, mentre nei siti meno soleggiati, al riparo da teli o cannicci, si è coltivato la fronda verde recisa. Sul Capo Cervo, nel sito circostante la Villa Lavello, detta comunemente dai Cervesi Villa delle Rose, sono visibili le testimonianze materiali di una delle maggiori aziende floricole del passato e delle alterazioni del paesaggio che tale tipo di struttura ha comportato.
.....La richiesta di nuove produzioni, più ricercate e meno resistenti agli agenti naturali, e l'esigenza di garantirne comunque la fornitura, hanno portato successivamente alla costruzione sistematica di serre e alla coltivazione di specie quali la Strelizia, la Gerbera, l'Anemone e le Orchidee. Oggi le produzioni floricole in atto sono estremamente diversificate e in continua variazione, in funzione del mutare degli umori del mercato. È interessante però notare come alcuni dei fiori coltivati, che hanno fatto la fortuna delle aziende ponentine, sono stati ricavati per ibridazione di specie che da sempre qui crescono allo stato spontaneo, quali il Garofanino, l'Anemone, la Ginestra e l'Asparago selvatico.

.........................................Giorgio Fedozzi

Giuggiole

ciliegie

Kaki

Coltivazione di garofani in pien'aria a Poiolo negli anni Cinquanta.

Mimosa

Coltivazione di rose in serra.

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